Carteggi (4)

 “…se la presenza degli altri lascia una traccia importante su di noi, allora vuol dire anche che la nostra presenza lascia a sua volta un’impronta nella vita di altri, ovvero che noi siamo co-creatori del mondo di altri.” Gianfranco Damico

 

Longare, 20 giugno 2013

 

Carissima,

scusami se non ti ho risposto subito, ma credo meritassi che mi soffermassi di più, rispetto alle solite mail di risposta che spesso mi trovo a dover dare frettolosamente.

La grettezza con cui spesso si va a svolgere il mestiere di medico, inaridendo il senso della missione e dello spirito di servizio, mi toglie ogni speranza, finisce per disumanizzare ogni contatto, mi rattrista, mi impoverisce come essere umano, mi prostra ancora di più, toglie di senso persino all’atto terapeutico.ama_marche_big.280x200 Essere lieti (il “molto lieta di cui mi riporti, detto poi in quella particolare circostanza e con quella tenerezza), stiamo attenti al significato delle parole: essere lieti, sereni, gioiosi di aver ricevuto, perché hai dato mia cara, le vostre vite si sono incontrate, è stato un incontro, sì, non solo una visita. Ecco, vorrei che il medico dicesse non di avermi semplicemente visitato, ma di avermi incontrato e poi, in seconda istanza, di avermi dovuto visitare per un motivo preciso.

“Sono molto lieta” di sapere che il tuo essere medico è stato capace di incontrare.

Purtroppo, in questo senso, la mia vita da paziente è stata disseminata di molto dolore, l’amore che ho dato, o cercato di dare, non è stato ricambiato, ma nonostante questo mi ostino a credere che esista una possibilità di rivincita per questa classe medica.

Non si pensi che la speranza sia solo una questione di guarigione, di miglioramento fisico, la speranza non è qualcosa di tangibile: la mia speranza è che molte delle logiche che governano questa Medicina tanto tecnologica, quanto spoglia, vadano a cadere, che possa caratterizzarsi per quell’Umanesimo (utilizzo il termine in senso filosofico) che dovrebbe costituirne il primo principio.

Non hai idea di quanto ancora bruci la ferita che porto addosso: mi ha spento lo sguardo, mi toglie la parola. Non so se mai ne guarirò.

Un forte abbraccio carissima, ti auguro ogni bene per il tuo percorso lavorativo, spero possa realizzare ogni tuo sogno. Spero sia uno di quei medici che possa realizzare la mia speranza.

 

Stefania

 

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